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... il british shorthair ...

Cenni storici

            Le origini del moderno British Shorthair sono da ricercarsi nell’Antico Egitto.

E’ da qui che i gatti locali (Felis Lybica) giunsero in Gran Bretagna, a bordo delle navi Romane ove venivano utilizzati nelle stive per proteggere il carico dalla fame dei topi. Anche sulla terraferma questi animali si rivelarono subito formidabili cacciatori, e per innumerevoli anni continuarono da randagi ad esercitare questa importantissima funzione, miscelando nel frattempo i loro geni con quelli dei gatti già presenti sul territorio, i gatti europei. Questo, con il passare del tempo, diede al felis lybica delle sembianze via via sempre più muscolose ed arrotondate rispetto allo standard originario.

Per secoli il nostro futuro amico svolse unicamente questa funzione sociale, fino a che, nel 1871, qualcosa cambiò…

Un grande estimatore di razze feline, Mr. Harrison Weir, decise di organizzare al Crystal Palace di Londra la prima esposizione felina di cui si abbia notizia. Egli selezionò i più bei gatti randagi e li presentò al pubblico della mostra. Egli stesso era un giudice e la sua gatta “The Old Lady” (questo il suo nome), alla veneranda età di 14 anni vinse il primo premio: era una British Shorthair! Venne dato questo nome alla razza per diversificarla dalle altre razze presenti allora sul territorio britannico, quali i gatti stranieri orientali (foreign) o gli Angora.

Nei primi anni del nuovo secolo i British Shorthair erano ormai apprezzati e venivano esposti in numerose mostre feline, riscuotendo sempre notevole successo e vincendo molto spesso i titoli in palio. Risale al 1901 la nascita del primo club di appassionati di questa magnifica razza: il BCC, ovvero il  British Cat Club.

Questa improvvisa ma meritata popolarità contribuì anche all’esportazione di molti esemplari, dall’Europa fino in America, e quindi alla sua sempre più ampia diffusione.

Di lì a poco però, a causa degli imminenti sconvolgimenti dovuti ai due Conflitti Mondiali, l’allevamento di questa magnifica razza ebbe a subire un brusco stop, salvaguardato unicamente grazie alla grande passione di pochi allevatori. Fra questi, si ricorda Miss Kit Wilson, che durante gli anni delle Grande Depressione e della Seconda Guerra Mondiale riuscì comunque a portare avanti in qualche modo la selezione dei nostri amici a quattro zampe britannici.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, a causa della scarsità di esemplari di razza pura e alla loro spesso troppo stretta parentela, si rese necessario incrociare shorthair senza pedigree con altre razze a pelo corto quali i Burmesi, i Blu di Russia ed i Certosini, allo scopo di ritrovare i tratti caratteristici del British originario e al contempo salvaguardarne la salute. I risultati conseguiti portarono gli allevatori a incrociare i propri esemplari di British con altri di razza Persiana. Il risultato di questo ulteriore  incrocio fu quello di irrobustire ed arrotondare la linea, ampliando nel contempo la gamma dei colori del mantello, di fatto instradando la loro evoluzione verso quella che noi oggi conosciamo.

La somiglianza tra il British ed il Certosino stimolò gli allevatori ad effettuare incroci tra le due razze, a tal punto che la F.I.Fe. decise di unificare gli standard. Nel 1977 però, visto l’esito disastroso, la stessa Federazione Internazionale Felina distinse una volta per tutte le due razze e ne vietò categoricamente l’ibridazione.

Carattere

Il British Shorthair è un gatto eccezionalmente forte e robusto che non richiede cure od attenzioni particolari. Unicamente la toelettatura va curata con attenzione, specialmente nel periodo della muta, in quanto in questo particolare momento il suo pelo compatto e denso deve essere spazzolato più frequentemente.

E’ un gatto tanto solido fisicamente quanto lo è psichicamente. Molto posato, non si lascia mai andare a crisi isteriche e non alza mai la voce, non graffia e non morde per rabbia o per paura. Al massimo mordicchia quando gioca, ma sempre stando ben attento a non far male ai suoi compagni di divertimento.

Questa sua stabilità mentale lo porta a non avere stimoli distruttivi (vedasi divani, tende o quanto di simile…). Vive bene con altri animali, e anzi, se il proprietario deve assentarsi per molte ore durante la giornata, è consigliabile farlo convivere con un altro British Shorthair con il quale farsi compagnia a vicenda.

Il nostro amico è anche dotato di uno spiccato senso dell’indipendenza, è molto fiero e possiede un’innato senso della dignità. Adora stare in compagnia e segue i propri compagni di vita umani per tutta la casa, quasi come un cagnolino, trovando sistemazioni a volte improbabili ma che gli consentono di tenere d’occhio tutti i movimenti della famiglia. Non gli piace essere preso e trattenuto in braccio più del dovuto ed anzi, di solito preferisce decidere autonomamente quando è il momento per le coccole, che peraltro quasi sempre scatenano in lui un irrefrenabile ron-ron.

E’ decisamente più legato ai componenti della famiglia che al luogo dove vive: questo lo rende facilmente adattabile in caso di cambiamenti o di viaggi. Anzi, viaggiare gli piace proprio, lo vive come un’occasione per esplorare nuovi orizzonti scatenando tutta la sua innata curiosità.

E’ un gatto oltremodo paziente e soprattutto con i bambini ha modo di dimostrare questa peculiarità: piuttosto che arrabbiarsi o far loro del male, preferisce allontanarsi e nascondersi per qualche momento in qualche posto dove nessuno lo può infastidire.

Memore dei suoi trascorsi è un gatto con un ben definito istinto della caccia. Stando in casa si scatena con moscerini e simili, dimostrando (ma non sempre con risultati eccellenti….) che buon sangue non mente! Ama giocare rincorrendo una pallina e può imparare a riportare piccoli oggetti, proprio come un cagnolino!

E’ un gatto tranquillo, molto affettuoso e decisamente socievole, oltre che molto riflessivo e flemmatico e il vivere in simbiosi con la famiglia lo rende decisamente contento ed appagato.

Il British Shorthair è un gatto particolarmente indicato nella Pet Therapy, ed è anche conosciuto con soprannomi come “ gatto-orsetto” per il suo aspetto o “il gatto che ride” per la particolare espressione del musetto.

Caratteristiche

Dimensioni: medio-grandi.

Aspetto: Robusto, con ossatura e muscolatura forti.

Taglia: il maschio 6-7 kg, la femmina 4-5 kg.
Testa: rotonda e massiccia con cranio largo. Il collo deve essere corto, massiccio e ben sviluppato.
Orecchie: larghe alla base e arrotondate all'estremità, non grandi.
Occhi: grandi, rotondi, di colore intenso e brillante
. Il colore varia a seconda del colore del mantello; nel British blue sono arancio, dorato, rame.

Naso: Corto, largo e dritto. C’è una leggera depressione ma non c’è uno stop tipico ad esempio degli Esotici.
Corpo: da medio a grande, muscoloso. Forte bimorfismo sessuale: la femmina è più piccola del maschio.
Coda: larga alla base e sottile verso la punta, che  è arrotondata.
Zampe: muscolose e con ossatura da media a pesante, piuttosto corte.
Mantello: molto vaporoso, denso e fitto. Non eccessivamente morbido, ma “crisp” e piacevole al tatto.

 

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